!eri sera, finalmente, una bella serata di politica. Cioè, a discutere di politica internazionale e nazionale senza che ciò fosse propedeutico a null’altro se non a parlare del tema della serata:
“Israele e medioriente dopo la vittoria di Obama”. In una serata romana con la pioggia a dirotto, dove non si sono presentati due oratori invitati e confermati – Antonio Polito, direttore de Il Riformista e Stefano Manichini, direttore di Europa – su cinque – gli altri erano Furio Colombo, presidente di Sinistra per Israele, Anthony Sistilli,
responsabile Italia Democrats abroad (i democratici Usa), e Emanuele Fiano, segretario nazionale di Sinistra per Israele – si sono materializzate più di 80 persone. Tra cui una parte della comunità ebraica di Roma, Rosario Bentivegna, Bice Foa Chiaromonte, e altri.
Quando i due deputati Colombo e Fiano sono dovuti andare via di corsa perché alla Camera si votavano le pregiudiziali per la fiducia, al tavolo – dove ero presente in quanto coordinatore del gruppo di sinistra per Israele di Roma - sono rimasto con il solo Sistilli.
Allora abbiamo deciso di dare la parola al pubblico. Dopo le osservazioni e l’intervento di Sistilli, che ci ha detto come il tratto distintivo di Obama sia il pragmatismo, e dunque in medioriente ci dobbiamo aspettare continuità e discontinuità dalla precedente politica Usa sulla base principalmente proprio di questo parametro, ne è venuta fuori una simpatica assemblea e discussione libera, che è sicuramente il miglior viatico per la nascita del gruppo di Roma di Sinistra per Israele, che ieri ha cominciato il suo cammino. Partendo da un dibattito interno agli ebrei di sinistra presenti, sulle colpe e le difficoltà di dirsi di sinistra oggi nel mondo comunitario e sulla relativa rabbia nel vedere la destra impossessarsi di posizioni e autorevolezza una volta prerogativa della sinistra italiana, nondimeno si è arrivati al nocciolo della questione: Sinistra per Israele a Roma vuole dare un contributo per il più generale rinnovamento politico-culturale della sinistra – oggi in gran parte nel PD, e comunque rimane il nodo del nome e della auspicabile mutazione in “democratici per Israele” – e dunque non vuole avere come scopo e bacino di riferimento principale la parte di comunità che si sente di sinistra, bensì la sinistra più in generale, a partire dai suoi militanti e strutture di riferimento. Perché la chiave perché la sinistra torni ad essere il
punto di riferimento politico e storico e culturale di un tempo per il mondo ebraico, risiede non in un mero sforzo organizzativo, bensì ha come precondizione un profondo rinnovamento politico della stessa sinistra. In tale senso – seppur con accenti diversi – si sono espressi gli intervenuti alla serata: tra gli altri Bice Foa Chiaromonte, Paola
Modigliani, Luciano Ascoli, Fernando Liuzzi, Daniel Arbib, Aldo Zargani. Alla serata, oltre ai fondatori del gruppo romano, hanno anche partecipato tra gli altri il consigliere regionale PD Giovanni Carapella, il partigiano Rosario Bentivegna, il dirigente della Cgil Aldo Amoretti, Pierluigi Severi, Emma Amiconi, Giuseppe Bortone, Karen Fiano, Silvia Nebbia, Francesca Bolino, Gianluca Di Girolami.
La serata si è conclusa festeggiando il felice pubblico debutto del gruppo di Roma, e dando appuntamento all’iniziativa nazionale di fine gennaio – inizio febbraio.
La serata è stata poi seguita in diretta da Radio radicale, che ancora ringraziamo – insieme agli ospiti della splendida Sala Margana
Emanuela Sestieri e Andrea Visone – e se ne può avere conto ascoltando il tutto con il link http://www.radioradicale.it/scheda/268078
Fabio Nicolucci
coordinatore del gruppo di Roma di Sinistra per Israele