“Ricordo ai manifestanti il forte legame tra ebrei e Resistenza”

Torino, 8 mag. (Apcom) - La Shoah, lo sterminio degli ebrei, è stata un delitto anche italiano. Furio Colombo, giornalista, scrittore e senatore dei Ds nella precedente legislatura, dalla Fiera del Libro di Torino denuncia le colpe dell’Italia nell’Olocausto nazista. Intervenendo alla presentazione dell’ultimo libro di Shlomo Venezia, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, Colombo non ha usato mezze misure: “Due Paesi, non uno solo, dominavano l’Europa e ispiravano i governi filo-fascisti. Due Paesi, non solo la Germania ma anche l’Italia. In Italia - ha aggiunto il giornalista - le leggi razziali erano le più crudeli in Europa”. Nella XXI edizione della kermesse culturale torinese, che quest’anno vede Israele come Paese ospite d’onore, la testimonianza di Shlomo Venezia ha riportato sotto i riflettori la tragedia che ha infine spinto le Nazioni Unite a creare uno Stato ebraico in Palestina. E Furio Colombo ha sostenuto che lo sterminio voluto da Hitler “non è stato un’esplosione di bestialità. Stiamo parlando di un grande progetto culturale, l’orrore è stato il risultato di un dettagliato progetto culturale messo a punto nel cuore dell’Europa”.

Furio Colombo si è chiesto retoricamente se la Germania nazista avesse potuto portare avanti il suo progetto senza l’Italia, dove forse un forte monito dal Vaticano avrebbe potuto stoppare l’approvazione delle leggi razziali. “Ricordiamoci che siamo corresponsabili della Shoah - ha detto Colombo - e il giorno della Memoria è un modo per dire che ci vergognamo di quanto è accaduto”. Il giornalista ha poi fatto un esplicito riferimento all’attualità: “Il massacro di Verona ci ricorda che certe cose possono sempre tornare”.

La vis polemica di Furio Colombo, autore di un libro nel quale denuncia l’abbandono di Israele da parte della sinistra italiana, si è poi rivolta ai manifestanti dei centri sociali e di alcuni settori della sinistra arcobaleno, che in questi giorni invocano il boicottaggio della Fiera del libro. “Ricordo ai manifestanti - ha detto - il rapporto tra gli ebrei italiani e la Resistenza, che è stato un rapporto ineludibile. Basti pensare che Primo Levi è stato arrestato come combattente partigiano e solo dopo che lui si è denunciato come ebreo è stato consegnato dai militari della Rsi ai tedeschi che lo avrebbero deportato ad Auschwitz”. “Molti che dichiarano di difendere la Palestina - ha concluso Colombo - stanno solo perpetuando la guerra infinita, perché il modo in cui parlano di Israele chiede morte”.